| Messaggio ai Soci |
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Il XXIII Convegno dell’Associazione degli Archivisti Ecclesiastici, svoltosi ad Assisi dal 30 settembre al 3 ottobre 2008, ha conseguito un successo lusinghiero grazie alla nutrita presenza di partecipanti e agli stimolanti contributi proposti. L’argomento Santità e archivi: fonti, luoghi, esperienze è stato presentato dai relatori sotto ottiche complementari e ha offerto piste di ricerca e di riflessione. Gli interventi sono stati di alto spessore, come pure i dibattiti. Il Consiglio dell’Associazione Archivistica Ecclesiastica, con la presente lettera, intende far partecipi tutti gli iscritti al fine di proporre suggerimenti anche a chi non ha potuto partecipare al Convegno e, al riguardo, offre alcune riflessioni per i responsabili di archivi parrocchiali, diocesani, di comunità religiose o di associazioni ecclesiali laicali. Il concetto di santità, nella sua accezione teologica, si presenta sotto varie dimensioni: santità di Dio e santità del mondo, fondamentale e sacramentale, cosmica e storica, generale e speciale, canonizzabile e fuori-schema, ecclesiale ed ecumenica. Ogni archivio, nella ricchezza delle sue manifestazioni, offre una sintesi teologica del vissuto religioso della Chiesa locale, custodisce esperienze storiche universali e particolari e le offre all’analisi degli studiosi. I responsabili degli archivi si attrezzino di specifiche competenze al fine di conservare tali testimonianze e di farle valorizzare nel modo più corretto per la storia della santità nelle Chiese particolari Il Convegno ha sottolineato a più riprese l’urgenza di considerare la santità non solo nella sua dimensione ufficiale (canonizzata o canonizzabile), ma anche in quella espressa da testimoni ecclesiastici e laici che hanno vissuto significative esperienze di fede nelle Chiese locali, nel contesto della pietà popolare. Il convegno di Assisi ha ribadito, in sintesi, l’urgenza per gli archivisti ecclesiastici di allargare gli orizzonti tenendo nella massima considerazione la formazione dell’archivio corrente, con accurata acquisizione del materiale prodotto nel territorio in cui l’Istituto opera, e accompagnando gli studiosi nella raccolta delle fonti sia in vista di un processo canonico che, più in generale, della delineazione del fenomeno “santità” nel corso dei secoli. Il Consiglio dell’AAE |
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