Margit Beke

Archivi e archivisti ecclesiastici come luoghi della memoria della Chiesa


in conformità al suo stato di pellegrina la Chiesa cerca, ininterrottamente, i mezzi della storia della salvezza che possano condurre gli uomini alla loro meta soprannaturale. Alla soglia del terzo millennio gli archivisti sono lieti di percepire che la Chiesa li interpella a tale scopo, che la loro attività è considerata un servizio e il luogo delle loro fatiche è benedetto. E arrivato il tempo per l'archivista di dare un nuovo valore al suo lavoro.
Gli archivi ecclesiastici ungheresi, date le loro dimensioni, non vengono annoverati tra i più grandi, tuttavia essi sono significativi e unici se considerati dal punto di vista della storia della nazione, dell'Europa e dei rapporti intercontinentali.

In totale ci sono 34 grandi archivi ecclesiastici in Ungheria, 21 sono cattolici, tra questi spicca l'archivio prima.ziale di Esztergom. La sua importanza è data dal fatto che l'arcivescovo di Esztergom è stato da sempre il primate d'Ungheria e il più delle volte un cardinale. Egli ha ricoperto un ruolo notevole e particolare per Chiesa come anche per lo Stato.
    Le diocesi sono state regolate da Giovanni Paolo II nel 1993 con la bolla "Hungarorum gens". Nella nostra patria ci sono 4 province e 16 ordinariati, 13 dei quali dispongono di un archivio. Nella maggior parte dei casi gli archivi diocesani e quelli capitolari lavorano congiuntamente, tranne il caso di Pécs, dove sono completamente separati. Inoltre ci sono 5 archivi di ordini religiosi (benedettini, cistercensi, francescani, premostratensi a Csorna, scolopi), 2 archivi scolastici (Università cattolica Péter Pàzmàny, Scuola superiore cattolica Jànos Vitéz) e 1 archivio appartenente ad una fondazione (Fondazione Mindszenty). Così in totale troviamo 21 archivi.
    Nella chiesa riformata i più importanti sono gli archivi sinodali, ci sono 4 archivi di distretti ecclesiastici, I archivio di un collegio e diversi archivi più piccoli appartenenti a singole comunità. Nella chiesa evangelico-luterana c'è una serie di archivi di collegi accanto all'Archivio Evangelico Nazionale. Anche le chiese battiste, serbo- ortodosse, rumeno-ortodosse e quelle uniate dispongono di archivi. Relativamente ai grandi archivi si possono elencare in totale 33 istituzioni. Nella chiesa cattolica, in quella riformata e in quella evangelica c'è un Centro che controlla gli archivi ecclesiastici.

    E' caratteristico il fatto che gli archivi ecclesiastici possiedono una mole abbondante di nonne. L'ultima regolamentazione statale risale alla legge LXVI del 1995, che vale naturalmente per tutti gli archivi. Questa legge ha annoverato gli archivi ecclesiastici (nel caso che essi rispettino precise condizioni) nella categoria degli archivi privati di fruibilità pubblica, il quinto capitolo di questa legge tratta specificatamente di essi. A questa categoria possono appartenere anche gli archivi di qualunque partito o fondazione, in definitiva non c'è nella legge il concetto di archivio.